Tenendo per il momento i confini dell´UE come perimetro, me ne sono di nuovo andata da Milano. Sono a Vienna e la casa dove abito assomiglia un po´ a quella di Varvara Petrovna (che non si chiama così) a T***. Ossia, solo nel senso che di fronte alla casa finisce la città e iniziano i campi.
Studio la lingua di Lucy Tanja e di questo paese. Per vivere senza lavorare troppo faccio la tata a una bimba e a un bimbo. Lunedì era il primo giorno di lavoro e ho fatto in tempo ad affrontare tre pericoli mortali per le creature:
1) Il bimbo mentre tornava dall´asilo si è appeso a un cancello che poi risultò essere tenuto su con lo spago. Io non so come ma proprio stavolta ho mosso il culo e gli sono corsa dietro, così il cancello anziché spiaccicare il bambino è arrivato in testa a me e ci ho ancora lo gnoccolo sulla crapa.
2) La bimba mi ha chiesto se è vero che c´è Gesù. (Le ho detto un sacco di balle).
3) La bimba mi ha chiesto come nascono i bambini.
Le ho detto un sacco di balle. Non perché ci sia qualcosa di male, ma metti che poi lei si fissa su ´ste cose nuove che sente, continua a ripeterle per giorni e va a finire che mi dicono pedofila e passo il resto della mia vita in galera. Tanto poi alle elementari c´è l´ora di scienze e lì spiegano tutto ammodino.
Anche a me, ai tempi, dicevano un sacco di balle. Poi un po´ vedevi ´ste donne che prima erano grasse grasse, poi la pancia spariva e si ritrovavano col bambino in braccio, un po´ te lo dicevano a scuola e molto prima di essere in età sapevamo quello che c´era da sapere. E benedetta sia l´ora di scienze, ché l´unica volta che mia madre tentò di spiegarmi qualcosa senza dirmi balle, l´argomento erano le mestruazioni e alla fine fui io a spiegare a lei come funzionava la faccenda, ché lei a 34anni era ancora convinta che ogni mese cascasse giù il sangue che sarebbe dovuto andare a finire nel corpo dell´eventuale bambino. Madonna mia.
Studio la lingua di Lucy Tanja e di questo paese. Per vivere senza lavorare troppo faccio la tata a una bimba e a un bimbo. Lunedì era il primo giorno di lavoro e ho fatto in tempo ad affrontare tre pericoli mortali per le creature:
1) Il bimbo mentre tornava dall´asilo si è appeso a un cancello che poi risultò essere tenuto su con lo spago. Io non so come ma proprio stavolta ho mosso il culo e gli sono corsa dietro, così il cancello anziché spiaccicare il bambino è arrivato in testa a me e ci ho ancora lo gnoccolo sulla crapa.
2) La bimba mi ha chiesto se è vero che c´è Gesù. (Le ho detto un sacco di balle).
3) La bimba mi ha chiesto come nascono i bambini.
Le ho detto un sacco di balle. Non perché ci sia qualcosa di male, ma metti che poi lei si fissa su ´ste cose nuove che sente, continua a ripeterle per giorni e va a finire che mi dicono pedofila e passo il resto della mia vita in galera. Tanto poi alle elementari c´è l´ora di scienze e lì spiegano tutto ammodino.
Anche a me, ai tempi, dicevano un sacco di balle. Poi un po´ vedevi ´ste donne che prima erano grasse grasse, poi la pancia spariva e si ritrovavano col bambino in braccio, un po´ te lo dicevano a scuola e molto prima di essere in età sapevamo quello che c´era da sapere. E benedetta sia l´ora di scienze, ché l´unica volta che mia madre tentò di spiegarmi qualcosa senza dirmi balle, l´argomento erano le mestruazioni e alla fine fui io a spiegare a lei come funzionava la faccenda, ché lei a 34anni era ancora convinta che ogni mese cascasse giù il sangue che sarebbe dovuto andare a finire nel corpo dell´eventuale bambino. Madonna mia.
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